Note d'artificio
Mi ritrovo sull'asfalto bagnato, correndo verso un quartiere a luci rosse... o forse sono solo semplici luci che tardano a perire. cybernauti d'assalto comprimono pensieri su di un computer e mi sembra tanto di essere il personaggio di qualche loro gioco. non capisco come possa essermi ritrovato in una strada buia di New York, forse Londra, magari Parigi..non lo so. Matera mi sembra distante come distante mi sembrano le mani di quella donna che oggi mi ha dannato i timpani con i suoi striduli sogni. A pensarci bene mi trovavo su di una strada asfaltata, ma illuminata da quegli odiosi soli artificiali che prosciugano anche la goccia più nascosta di sudore interattivo. Ma cosa sono questi termini rubati alla tecnologia?! Sto davvero assaporando il cambiamento del mio ego, la subdola sostituzione di sentimenti tramite schede-madri chiamate donne. Alla fin fine la notte è anch'essa una donna e mi bacia con la stessa irruenza con la quale sogno da tempo di essere baciato. Illusioni folkloriche portate avanti da fuochi d'artificio festanti: un altro duplice omicidio si è consumato nella notte. Un anello malfattore, una chiesa abbandonata e tanti invitati azzannati dalla voglia di utopico amore festeggiano i novelli martiri con confetti calibro 9 dolci come l'amarezza della prima lacrima. Mi sono appena accorto di essere sconclusionato e nonostante tutto emetto bytes di pensiero ad una velocità astrofisica: sarà la voglia del corpo di una donna a tenermi soggiogato alla realtà o basteranno queste note che danno il ritmo alla notte per far rinvigorire i miei sensi putrefatti? Dormiamo, cielo...moriamo in pace assieme alla notte che ci demonizza.
di luachan | 03/02/2004